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Archivi Categorie: broadcast news

Allora non era un’idea così astrusa. Dopo la sconfitta alle Olimpiadi contro James Blake, uno che di solito batte con le mani legate, proprio sul Giornale aveva augurato che Roger Federer si fermasse per un po’: lui, il tennista più Grande – probabilmente di sempre – non poteva continuare così, a suon di sconfitte e umiliazioni dopo una stagione partita male per colpa della monucleosi che lo ha debilitato e culminata nell’abdicazione dal trono della classifica a favore di rafael Nadal.

Ma siccome i grandi campioni sono tali solo se ti sorprendono, ecco che Roger ha vinto gli UsOpen, il suo tredicesimo Slam, e allora forse ci eravamo proprio sbagliati. E invece no: lo svizzero ieri ha fatto sapere che la sua stagione forse è chiusa qui, anche se pochi credono che non si farà vedere al Masters. «Il 2008 è stato un anno duro per me – questo l’inizio del comunicato apparso sul suo sito – , perché ho giocato sempre cercando di recuperare, dopo che mi è stata diagnosticata la mononucleosi all’inizio dell’anno. Mi sento fortunato perché sto di nuovo bene, ma voglio rimanere al vertice per molti altri anni, e andare a caccia del numero 1 in classifica di nuovo. Per fare ciò ho bisogno di un lungo riposo per rimettermi in forze e tornare al 100% per il resto dell’anno… o per l’anno prossimo. In questo momento non so quando sarò pronto per giocare di nuovo, ma spero di tornare in qualche momento prima della fine dell’anno».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295104

Quale rapporto tra i sindacati e la politica? Quale il ruolo del sindacato nel disegno di politica economica alternativo al centrodestra? Le vicende recenti, dalla manifestazione contro il governo, alla vicenda Alitalia, agli attacchi di Berlusconi alla Cgil, hanno riportato queste domande cruciali in primo piano.Una cosa è certa, senza un chiaro rapporto con i sindacati nessun partito o coalizione di centrosinistra può vincere le elezioni e governare per il tempo necessario a spostare gli equilibri della distribuzione nella direzione di una maggiore uguaglianza ed inclusione.Questa conclusione deriva dalla semplice osservazione di vent’anni di governi di centrosinistra in Europa. Esistono, a grandi linee, due modelli possibili tra cui l’Italia ha oscillato negli ultimi quindici anni. Il primo è un modello nei quali i sindacati rimangono lontani dalla politica. Esso tende a prevalere laddove il sindacato è frammentato e diviso internamente, e il rapporto con i governi di centrosinistra rimane episodico o relativo a specifiche questioni di reciproco interesse. L’esempio tipico è quello del governo del New Labour in Inghilterra. La maggioranza dei sindacati inglesi ha sempre appoggiato Blair alle elezioni. Il suo governo ha allargato i diritti dei lavoratori e le prerogative sindacali, molti ministri e deputati avevano un passato da sindacalisti. Questo tuttavia non ha significato un rapporto stretto di negoziazione su ogni questione di politica economica perché, data la frammentazione del sindacato inglese, le contrattazioni si sarebbero tradotte nella impossibilità di concepire e attuare un disegno organico di sviluppo economico e riforma dello stato sociale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79451

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